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Gola del rio delle Foglie
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La mwdgmwdwgola del Rio delle Foglie,cite-ref-1[1]cite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-5[5] nota anche come mwjagola del Bletterbachcite-ref-6[6]cite-ref-7[7]cite-ref-8[8] (in tedesco mwmqBletterbachschlucht) è un mwmgcanyon dell'mwmwAlto Adige che si trova ai piedi del mwnaCorno Bianco, tra i paesi di mwnqAldino e mwngRedagno, ed è la più grande gola della provincia. Il Rio delle Foglie, che confluisce nel torrente rio Nero, prende nell'ultima parte il nome rio di Ora.

La gola è importante dal punto di vista degli studi geologici, in quanto si ha la possibilità di osservare le strutture delle gole profonde e contemporaneamente la mwoastratigrafia pressoché completa dell'mwoqarea dolomitica a partire dal basamento vulcanico fino alla dolomia principale. Lungo il percorso si possono ben distinguere i diversi strati, sovrapposti l'uno all'altro, i quali contengono moltissime mwowtracce di locomozione di mwparettili del mwpqpermiano e reperti mwpgfossili permiani e triassici.

L'anfiteatro geologico è raggiungibile solo a piedi da mwqaAldino o dalla frazione di mwqqRedagno.

La gola del Rio delle Foglie è uno dei nove sistemi geologici inclusi nel sito "Le Dolomiti", riconosciuto come patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO nel 2009.

Contents

Storia
Note

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Etimologia

Il nome tedesco mwrgBletterbach vede la sua radice nel retoromano mwrwplau che, in collegamento con la parola indoeuropea mwsaplou significa scorrere, ovvero l'acqua che scorre.cite-ref-9[9] Altri lo riconducono invece al termine tedesco mwtqBlätter (foglie) per indicare gli strati geologici orizzontali ben visibili.cite-ref-10[10] Nel dialetto locale, la parola blettern indica il "gorgogliare dell'acqua" (in tedesco mwvaplätscherncite-ref-11[11]).

Il toponimo italiano mwwgRio delle foglie corrisponde alla traduzione del termine tedesco mwwwBletterbach, attuata nel contesto dell'mwxaitalianizzazione dell'Alto Adige. Nel mwxqmwxgProntuario dei nomi locali dell'Alto Adige di mwxwEttore Tolomei del 1916, venne inizialmente proposto il nome di mwyaRio della Gola quale traduzione del mwyqBletter (Hacken) Bach.cite-ref-12[12]

Geologia

Gli strati di roccia più bassi esposti nella gola appartengono al gruppo vulcanico dell'mwaaAdige, chiamato anche porfido di quarzo di Bolzano. Si tratta di rocce vulcaniche formatesi circa 280 milioni di anni fa.

Sopra le rocce del gruppo vulcanico dell'Adige, con uno spessore di 250 metri, si trovano le rocce sedimentarie della Formazione delle arenarie di val Gardena (mwagGrödner Sandsteinschichten), anch'essa ancora permiana. Il colore prevalentemente rossastro delle arenarie è sorprendente. Nella parte inferiore sono per lo più depositi fluviali in cui si possono vedere varie strutture sedimentarie come segni di ondulazione, stratificazione incrociata, stratificazione obliqua o fratture secche. Nella parte superiore le rocce mostrano un'influenza sempre più marina. Ben noto qui è il banco di cefalopodi ricchi di fossili e carbonati in cima alla cascata del mwawButterloch. La Formazione di val Gardena è intrusa da alcuni dicchi vulcanici e un'importante breccia di sfogo si trova nella zona del Butterloch. Le rocce vulcaniche sono di età triassica, la loro formazione è datata al Ladiniano o Carniano.

All'inizio della valle, la mwbqFormazione a Bellerophon del Permiano superiore, che qui ha uno spessore di circa 60 metri, è esposta sopra la Formazione delle arenarie di val Gardena. Le rocce sono evaporitiche influenzate, in parte anche bituminose. Anche nella formazione di Bellerophon è riconoscibile una tendenza trasgressiva verso l'alto, cioè i sedimenti con una più forte influenza terrigena sul fondo si formano sempre più nel mare verso l'alto.

Sopra la formazione Bellerophon si trova la mwbwFormazione di Werfen, che si è formata nel Triassico inferiore, inizia con un banco di oolite spesso diversi metri. Questa formazione altamente differenziata è in parte dovuta alla formazione di una mwcapiana di marea.

Sopra la Formazione Werfen segue il conglomerato di Richthofen e sopra questo la Formazione di Contrin (o Sarldolomit in tedesco). Entrambi sono datati al Triassico medio, all'Anisico. La dolomite chiara della Formazione di Contrin la cima del Corno Bianco.cite-ref-13[13]

Storia

Nel mweaXVI secolo il mweqBletterbach era principalmente legato all'mwegindustria mineraria. I mwewminatori, infatti, in cerca di mwfarame scavavano cunicoli negli strati più profondi della pietra arenaria, senza però mai aver avuto un grande successo.

La gola è percorsa da turisti e visitatori, ed è un geosito visitato e studiato dai mwfggeologi, che dagli anni '40 eseguono ricerche nella gola, tra i pionieri degli studi nell'area sia annovera mwfwPiero Leonardi, docente dell'mwgaUniversità di Ferrara.cite-ref-14[14]

Alcuni suoi studenti, Nicosia e Mariotti (oggi docenti alla mwhgSapienza di Roma) diedero impulso alle ricerche e contribuirono all'allestimento del museo geologico di Redagno, il mwhwGeoparc Bletterbach appunto.cite-ref-15[15] Il museo dà al visitatore un'idea di come poteva essere la terra in un periodo che va da 286 a 210 milioni di anni fa. Presso il museo sono state raccolte impronte di sauri trovate nella gola, tra cui il mwjaPachypes Dolomiticus, oltre che a esempi di roccia mwjgarenaria della val Gardena, le fossilizzazioni di mwjwpesci e di mwkacefalopodi (mwkqmolluschi simili ai mwkgcalamari).cite-ref-16[16]cite-ref-17[17]cite-ref-18[18]

Il Geoparc Bletterbach

Il Geoparco permette di guardare dentro la montagna, dà la possibilità di vedere come il canyon si è scavato una via lunga 8 chilometri e profonda 400 metri, osservando le diverse ere geologiche, dal mwrqPermiano al mwrgTriassico.cite-ref-19[19]

Lungo il percorso sono esposte 16 targhe che illustrano al visitatore i segreti del canyon, su alcuni reperti fossili ritrovati nella gola, sulle gallerie costruite dai minatori, sulla leggenda della radura dell'oro e del gigante Grimm.cite-ref-20[20]

Negli strati più bassi affiora il mwuqporfido quarzifero di mwugBolzano, che va dal rosso-grigio al grigio scuro ed è stato creato tra i 280 e i 260 milioni di anni fa dalla cenere e dalla mwuwlava fuoriuscite dai vulcani della mwvaplacca continentale nordafricana. Sul porfido quarzifero poggia l'mwvqarenaria della val Gardena dove sono state trovate orme di animali e resti di piante. Il terzo piano delle rocce è la formazione a Bellerophon, creatasi in acque basse e lagune. Seguono gli strati di Werfen, con numerosi fossili di animali e piante. Corona la struttura la bianchissima mwvgdolomia della Formazione di Contrin che forma la cima del mwvwCorno Bianco.cite-ref-21[21]

I sentieri

Dal parcheggio presso il nuovo centro visitatori, nei pressi della malga Lahner, parte un sentiero adatto a tutti che attraverso una strada sterrata porta all'inizio della gola.

Più avventuroso è invece il sentiero che sempre dal parcheggio scende fino alla gola presso il mwxwTaubenleck, e da qui, risalendo tutto il torrente in mezzo al canyon, si arriva all'inizio della gola, dove si trova una grande cascata presso il mwyaButterloch, che si risale attraverso due ripide e lunghe scale in ferro. Da qui si ridiscende con il primo sentiero (le scale sono dall'ottobre 2012 inagibili e vige il divieto di proseguire oltre la cascata, protetta da recinzioni in ferro).

Questo tragitto non è particolarmente impegnativo, ma bisogna essere attrezzati con scarpe da montagna, e tener ben presente che ci si può bagnare i piedi. L'escursione dura 2 ore, e in caso di temporale, d'inverno e durante il disgelo non è consigliata la visita.cite-ref-22[22]

Infine il canyon è raggiungibile anche da Redagno, presso la chiesa di S. Volfango (mwzwSt.-Wolfgangs-Kirche) infatti c'è un sentiero che porta direttamente al mw0aTaubenleck.

Il Geoparc è aperto tutti i giorni dal 25 aprile fino al 2 novembre.

Galleria d'immagini

Note

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Bibliografia

• Helmut Moser, mwaagBletterbach a Aldino-Aldein - il canyon del Sudtirolo. Geologia sull'altopiano del Regglberg, mwaakBolzano, mwaaoAthesia, 1997. ISBN 88-7014-938-2
• mwaa0(DE) Marco Loppi e Christian Aspmair, mwaa4Geo-Lehrpfad Bletterbach. Geologischer Wanderführer durch den Bletterbach Aldein-Radein, mwaa8Aldino, Museumsverein, 1998.
• mwabe(DE) Heiko Boden, mwabiDer Bletterbach in Südtirol - Europas faszinierendster Canyon, mwabmNova Ponente, Brunner, 2008.
• Marco Avanzini e Evelyn Kustatscher, mwabuLa gola del Bletterbach - Storie nella roccia, Bolzano, Athesia, 2011. ISBN 978-88-906313-1-3

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

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Collegamenti esterni

• mwacePagina ufficiale, su bletterbach.info.
• mwacmMuseo di Aldino e Redagno, su museum-aldein.com.
• mwacu"Le Grand Canyon Tyrolien", p. 30, su issuu.com.